Biphobia

Per molti anni mi sono interrogata sul mio orientamento sessuale, pensando stupidamente di “dover scegliere”.
“Chiara, o ti piacciono i maschi o ti piacciono le femmine” mi ripetevo e mi sentivo ripetere da altre persone. Ho sofferto tanto cercando di relegarmi ad una categoria piuttosto che ad un’altra, in un’ottica di ragionamento completamente binaria ed eteronormata.
Poi qualcosa è cambiato e, innanzitutto, ho imparato che dividere gli esseri umani in “maschi” e “femmine”, oltre ad essere discriminatorio ed offensivo, è anche scientificamente errato. 
Eh no, non esistono solo due generi.
Un’altra cosa fantastica che ho imparato e ha davvero cambiato la mia prospettiva, è di non assumere l’orientamento sessuale di una persona a meno che non lo definisca lei stessa.
Infine, come una rivelazione, ho capito che non va presa nessuna scelta se non quella di avere delle persone al nostro fianco che ci facciano stare bene e con le quali instaurare dei rapporti sani e felici.

– Chiara De Marchis Garofalo, graphic designer e attivista

“La bissessualità è un’identità completa e fluida. Non presumete che sia binaria o duogama, che noi abbiamo “due” lati o che noi dobbiamo per forza essere coinvolti simultaneamente con ambo i generi per essere persone soddisfatte. Anzi, non presumete nemmeno che ci siano due soli generi. Non confondete la nostra fluidità per confusione, irresponsabilità o incapacità di “impegnarsi”. La promiscuità, l’infedeltà o dei comportamenti sessuali non sicuri non equivalgano alla bisessualità, queste sono caratteristiche umane da non confondersi con l’orientamento sessuale di ognuno. Nulla dovrebbe essere dato per scontato riguardo la sessualità di una persona, compresa la propria.”
– dal Bisexual Manifesto  1990, pubblicato nel magazine letterario “Anything that Moves” della Bay Area Bisexual Network

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